Dipendenza Affettiva

Dipendenza Affettiva Monza

Con le amiche parliamo sempre di lui? Nel corso della giornata lo pensiamo di continuo? La nostra vita gli ruota intorno e noi ci mettiamo sullo sfondo? Lo vorremmo tutto per noi ma lui ci concede solo ritagli del suo tempo? Stiamo amando troppo!

La dipendenza affettiva è un malessere a volte sottile, a volte davvero devastante. Interferisce e condiziona la vita di chi ama troppo e di chi è troppo amato.

La dipendenza non è amore. È un modo per sfuggire all’incontro vero con sé, per cercare di riempire dall’esterno un inascoltato e profondo bisogno di conferme che nasce da dentro.

Come si manifesta la dipendenza affettiva?

Ci si dà da fare, si cerca di piacere, di essere avvettate anche a costo di annullarsi, di stare male, di distruggersi. E tutto questo per avere in cambio attenzione e affetto. Ma non è il modo giusto per far nascere e crescere un rapporto sano.

Le persone che vivono una dipendenza affettiva manifestano un’insaziabile fame d’amore. Una sorta di bulimia affettiva che nasce da dentro.
Nell’amare troppo non c’è equilibrio né equità. Chi dei due ama in modo dipendente, capisce troppo, accetta troppo, perdona troppo.

Identikit della donna che ama troppo

Le donne dipendenti attuano comportamenti protettivi nei confronti del partner, rivestendo i ruoli di confidente, mamma, o infermiera in base alle necessità. La donna tende a mettere da parte i propri bisogni nel rapporto di coppia, e nelle situazioni conflittuali soffoca la rabbia, la rimuove o la dirige contro sé stessa, manifestandola spesso in forma di sensi di colpa. Dietro tutto questo c’è sempre la paura che il partner possa abbandonarla.

Le donne che amano troppo soffrono di continuo ma faticano a proporsi in modo diverso. Razionalmente vedono che così non va, ma la loro emotività è imprigionata attorno ad un unico ossessivo pensiero: lui, lui, lui.

Le donne dipendenti risultano molte volte mogli e madri ideali. Mettono il marito al primo posto. Sono gentili, disponibili, servizievoli, per la famiglia fanno tutto. A sé badano piuttosto poco e di rado si lamentano. Ma dentro sono fragili e impaurite per timore della disapprovazione e dell’abbandono. E se questo avviene, le emozioni mai ascoltate le travolgono.

Le principali paure sono abbandono, rifiuto, solitudine, bassa autostima, profondo senso di vuoto. Manca l’autostima e non ci si sente interessanti, degne di essere accettate, accolte, amate. Per paura delle sue critiche, per non dargli fastidio, per timore di essere lasciate ci si rapporta…in punta di piedi. Il rischio? Diventare delle donne-zerbino.

In quali ambiti si manifesta la dipendenza affettiva?

Amore

La dipendenza affettiva diventa evidente soprattutto nelle relazioni amorose. Capita spesso che la donne si dicano “Sono davvero sfortunata. Possibile che tutti gli uomini sbagliati capitino a me?”.

Amicizia

Quando si annida nell’amicizia, la dipendenza affettiva dà vita a relazioni asimmetriche e talvolta simbiotiche. Anche in questo caso il dipendente affettivo dimentica se stesso e impiega tutte le sue energie a soddisfare i bisogni degli amici, a tentare di renderseli fedeli. Tutto ciò per meritare di essere amato, perchè non se ne crede degno. Si prende cura dei suoi amici in tutto e per tutto, li colma di attenzioni e acconsente a tutte o quasi tutte le loro richieste. Esce se hanno voglia di uscire anche se magari a lui non va. Si affretta a pagare il conto, offre le consumazioni, compra le amicizie degli altri.

Lavoro

La dipendenza affettiva in ambito lavorativo si manifesta molto spesso sotto forma di comportamenti ossessivo-compulsivi. Il dipendente affettivo ha sete di riconoscimento, dipende dallo sguardo e dall’approvazione degli altri, sopprattutto dei superiori. Dà tutto se stesso al lavoro, così come dà tutto se stesso nei rapporti. 
Dato che consacra tutto il suo tempo e la sua energia al lavoro e che quest’ultimo diventa tutta la sua vita, l’impiego rappresenta l’unica forma di valorizzazione. È una fonte di valorizzazione fragile, perchè non garantisce mai una totale certezza. Deve continuamente meritarsela..

Figli

Che differenza c’è tra un genitore che si dedica completamente ai figli e uno che ama troppo? Ancora una volta è la sofferenza data dalla smisurata paura dell’abbandono, del vuoto insopportabile dell’assenza o dell’allontanamento del figlio. 
Il genitore che soffre di dipendenza affettiva può sentirsi, davanti al figlio divenuto adulto, completamente perduto o disorientato in sua assenza, invece di vivere semplicemente un disagio.

Può essere geloso degli amici del figlio, imporre la sua volontà nelle uscite, privarsi di parecchie attività in attesa di una chiamata. Certi genitori sono pronti a tollerare e sacrificare tutto per un briciolo di affetto e attenzione da parte dei figli. 
Questi genitori si sentono colpevoli di provare piacere, di pensare a se stessi; sono continuamente focalizzati sui figli e anche quando questi ultimi sono diventati autonomi, i genitori rimangono dipendenti.

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